Sezione Romana. In fondo al pozzo

A più di cinque anni dall’apertura del Museo, sta prendendo forma un altro tassello della Sezione Romana.

Si tratta di due vetrine-installazioni nella saletta precedente a quella dedicata agli scavi di Calvatone, che illustrerà i ritrovamenti del territorio.Perché installazioni? Perché alla visibilità “scientifica” degli oggetti tipica delle vetrine espositive, sempre formale e un po’ tassonomica, si è preferita quella che evoca il contesto di ritrovamento.La prima vetrina è dedicata a un contesto tombale, San Paolo di Ripa d’Oglio (studiata da Daniela Benedetti e Stefano Nava), Sul fondo di sabbia verranno disposti i reperti secondo le indicazioni dei dati di scavo; mentre un video trasmesso da uno schermo a lato racconterà cosa i reperti abbiano permesso di comprendere del rito funebre.

La seconda vetrina propone i reperti di tre diverse fasi recuperati all’interno di un pozzo.

Al momento sono state consegnate le strutture, che devono essere completate con l’arredo e ovviamente i reperti.

Sono due installazioni che confermano l’attenzione che il Museo di Piadena dedica al racconto dell’archeologia attraverso l’evocazione soprattutto dei contesti di scavo, come già affrontato nelle sezioni precedenti: ad esempio con il pozzetto neolitico, la palafitta e le sepolture dell’Età del Rame.

La stanza verrà completata negli anni seguenti, sempre seguendo i finanziamenti dei bandi della Regione Lombardia.

Sepoltura celtica – parte 2

  … guerriero celta ritE la settimana scorsa è stato il turno del guerriero celta!
Si tratta della sepoltura di guerriero rinvenuta a Campo Costiere (Vho di Piadena) a seguito di un’aratura nel lontano 1982; i lavori agricoli danneggiarono fortemente la necropoli risalente alla Seconda Età del Ferro cosicché i resti ossei e i frammenti degli oggetti che costituivano i corredi funerari furono rinvenuti in varie parti del campo. Solo per il nostro guerriero fu possibile ricomporre, seppur parzialmente, lo scheletro e il suo corredo.

Con l’approntamento della sua nuova vetrina al secondo piano de20150408_133439l museo abbiamo preparato un fondo costituito da pannelli di polistirene per poter parzialmente incassare le parti dello scheletro aventi maggiore spessore e ricoperto poi la superficie con ghiaia fine chiara che dà risalto ai reperti. L’operazione di ricollocazione delle ossa dello scheletro non è stata semplice perché, al contrario delle sepolture eneolitiche, le ossa del guerriero non erano inglobate nella terra di rinvenimento: con l’aiuto di foto a grandezza naturale e di un modello anatomico di scheletro umano abbiamo però proceduto al meglio delle nostre possibilità. In seguito abbiamo affidato la prova del nove ad un antropologo, Leonardo La Manna, che con occhio attento ci ha anche confermato l’età adulta del guerriero attraverso l’osservazione di quello che rimane della dentatura e di segni riconducibili ad una osteoartrosi.

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Sepolture dell’Età del Rame “sotto i piedi”

Dove ci si immagina che sia una sepoltura? Sotto i propri piedi…

Nella sala dedicata all’età del rame del futuro museo, il visitatore vedrà le sepolture “sotto i propri piedi”, un punto di vista simile a quello che ebbero le persone che deposero i defunti, o gli archeologi che le scavarono millenni dopo.Due ampie nicchie a terra, ottenute sfruttando il dislivello delle quote originali dei pavimenti delle abitazioni che componevano l’edificio prima del restauro (progetto seguito dallo studio dell’architetto Aristide Manfredi di Piadena), saranno la sede di due sepolture dell’Età del Rame (terzo millennio a.C.), di cui era stato conservato lo scheletro insieme alla terra in una cassa di legno. Qualche giorno fa è stato svolto un sopralluogo della ditta WWS per verificare le misure esatte delle nicchie.

Sepoltura da Calvatone

Una delle due sepolture proviene da Calvatone (scavi anniCinquanta del Novecento) ed è attualmente esposta nel museo, la seconda da Fontanella Mantovana (scavi fine Ottocento) è conservata nei depositi del Museo Archeologico “Ala Ponzone” di Cremona. Per ambedue è stata progettata una vetrina in ferro e cristallo (resistente a un eventuale calpestio): purtroppo le casse con gli scheletri sono appena più alte della profondità del vano e perciò non sarà possibile avere il vetro a filo con il pavimento. La “cassa” in cristallo non sminuirà comunque l’effetto voluto.