Una nuova vetrina per la futura sala romana

È iniziato il conto alla rovescia per la sala Romana, o meglio, per la prima parte del suo allestimento.

È stata montata la grande vetrina a croce che si intravvedeva nella foto sul monitor di pc in un post di quasi un anno fa, ed è stata collocata al centro della sala grande al secondo piano, quella che in futuro sarà dedicata agli scavi di Calvatone.

Si conferma la linea progettuale dell’allestimento, con gli stessi materiali e colori e le stesse trasparenze, ma si modifica la forma delle vetrine in rapporto alla periodo storico.

Non solo il colore alla pareti è rosso, ma soprattutto non ci saranno più le grandi vetrine usate per le sezioni di protostoria e preistoria, che con il loro volume potrebbero disturbare la percezione della copertura e . Al centro della grande sala è collocata una grande vetrina con quattro braccia uguali che partono dalla colonna: una disposizione regolare che evoca la simmetria degli insediamenti di età romana.

La sala in autunno ospiterà una mostra, mentre l’allestimento permanente sarà completato per gradi nei prossimi anni.

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Arredo interno della vetrina: colore e finiture. Due

Seconda fase di verifica dei possibili colori per l’arredo interno delle vetrine.

IMG_5657IMG_5656Dopo le tinte “piatte”, si è passati a utilizzare per le basette un mordente su una superficie in legno naturale con le venature in evidenza. Tra i vari colori provati quelli che hanno convinto maggiormente sono il verde e l’arancione (magari da riprovare con una punta di marrone in più), ma anche l’azzurro (per un utilizzo più mirato). Rispetto alle tinte uniformi, l’uso del mordente ha convinto per la sua capacità di “muovere” l’arredo della vetrina senza accentrare troppo l’attenzione.

IMG_5659Non tutti i ripiani e le basi saranno colorate con il mordente ma, oltre al piano della vetrina, saranno usati anche componenti in legno naturale: le diverse tipologie saranno usate per assecondare o sottolineare le scelte e i messaggi dell’ordinamento dei reperti.IMG_5651

Per le vetrine della sala del territorio, con il ripiano laccato rosso, convincono però maggiormente i colori “piatti” sulle tonalità del grigio.

Arredo interno della vetrina: colore e finiture. Uno

Per la disposizione dei reperti all’interno delle vetrine, oltre a sostegni Piadena, 10 aprile 2013 (5)progettati specificatamente per alcuni oggetti particolari, verranno utilizzati ripiani e basi di varie dimensioni e – probabilmente – tinte. Specialmente nelle vetrine centrali che hanno una superficie ampia, volumi e colori avranno il compito non solo di movimentare la visione ed evitare l’appiattimento, ma anche e soprattutto di sottolineare e suggerire valori, significati e informazioni.

Si è deciso di cominciare a sperimentare la possibilità di utilizzare per basi e ripiani finiture diverse da quelle in legno naturale: dopo una prima scelta basata sui campioni cromatici, sono state realizzate in prova alcune basi in rosso (lo stesso dei ripiani delle vetrine sul territorio) e due tonalità di grigio per verificare dal vivo la resa.

confronto ceramiche

La riprese fotografica non replica fedelmente la visione oculare, accentuando i contrasti, ma risulta comunque evidente come le basi più chiare riflettano maggiormente la luce scurendo la superficie degli oggetti appoggiati, specialmente quella già scuri.

confronto asce

La base rossa invece sicuramente crea una discontinuità visiva ma rischia di accentrare eccessivamente l’attenzione, specialmente quando questo non corrisponde alle intenzioni dell’ordinamento.

Piadena, 18 aprile 2013 (11)

Immersi nel verde (e nell’ocra e nel rosso)

Non dico che di notte che non ho dormito per l’emozione, che sarebbe troppo, ma appena sceso dal treno mi sono infilato in museo senza passare dagli uffici: troppo curioso di vedere come erano venuti i colori alle pareti.

Anche se la giornata è grigia, con quel cielo così tipico dell’inverno padano, e manca ancora l’illuminazione artificiale, la luce è sufficiente a valutare la resa cromatica.

13-dicembre-2012 (2)Per valutare appieno il risultato bisognerà comunque aspettare la presenza 6-dicembre-2012 (17)dell’illuminazione e soprattutto quella dell’arredo che toglierà alle pareti il ruolo di protagonista assoluto che hanno in questo momento. Ma per quanto mi riguarda al momento il risultato corrisponde alle scelte progettuali: i colori sono venuti come ce li aspettavamo, hanno cominciato a connotare gli spazi, sono il primo ingrediente di quello che sarà l’allestimento del museo.

13-dicembre-2012 (5)13-dicembre-2012 (8)

Per settimana prossima la tinteggiatura, fatta con colori a calce, sarà 13-dicembre-2012terminata: giusto in tempo perché mercoledì cominceranno ad arrivare le 6-dicembre-2012 (16)vetrine.

(ma questa vasca al centro? mica si può dire tutto subito…)

I colori del museo due

Oggi secondo sopralluogo per definire il colore delle pareti: dai piccoli colore due 1talloncini dei campionari, sufficienti solo a immaginare il risultato, si è passati a pannelli dipinti con la stessa pittura a calce che verrà usata per le pareti, grandi a sufficienza da facilitare una visualizzazione dell’immagine finale.

Si è verificata così la resa cromatica, soprattutto rispetto al soffitto in legno naturale, si sono aggiustate le tonalità e definite le caratterizzazioni degli spazi.

Per tutto il primo piano, destinato alla preistoria, le pareti saranno verde bosco, con l’eccezione della sala colore due 2destinata ai ritrovamenti “storici” che avrà lo stesso grigio chiaro che sarà presente in tutti gli spazi di servizio (scale, pianerottoli) e nella reception.

Per le due sale destinate all’Età del Ferro al secondo piano la superficie sarà color ocra, mentre quelle che ospiteranno il periodo romano saranno di tinte di rosso mattone. Proprio questo colore ha convinto poco, troppo marrone nella prima scelta, e si è deciso di modificarlo rendendolo più vivace.

colore due 3Fra una settimana ci sarà il terzo sopralluogo, dopo che saranno state stese le prime di due mani, per poter eventualmente aggiustare il tono con la terza.

È un piano cromatico con colori decisi e lontani da una qualsiasi idea di “neutralità” espositiva, che puntano a coinvolgere anche emotivamente il visitatore.

Ma poi, esistono realmente i colori neutri?

I colori del museo

Il museo è un mondo in bianco e nero o a colori?

La scelta delle tinte non è mai un’operazione scontata e neppure facile. I colori non solo incidono sulla visibilità degli oggetti e degli spazi, ma mettono anche in moto reazioni emotive. I colori insomma parlano, e vanno scelti con consapevolezza.

Per parti metalliche delle vetrine, le componenti di arredo che sono in questo momento allo stadio più avanzato di realizzazione, ci si è indirizzati verso un grigio molto chiaro che si legasse senza troppi personalismi con la sabbiatura dei cristalli: protagonisti dovranno essere i reperti che si intravvederanno nello spazio sottostante dietro la satinatura, e soprattutto gli oggetti esposti. In questo caso il dialogo sarà con il materiale del ripiano (in legno frassino, oppure rosso cupo per le raccolte storiche).

Più complessa la scelta del colore delle pareti, per le quali oggi siamo stati in museo insieme agli architetti Marianna e Aristide Manfredi che seguono la ristrutturazione architettonica dell’edificio. In foto la gamma delle tonalità da provare: ogni tinta è dedicata a spazi e funzioni precise e tiene conto del rapporto con i materiali esistenti (soffitto e serramenti in legno, pavimento).

Quali colori e quali spazi precisi? Giovedì prossimo ci sarà il sopralluogo sui campioni a parete, e allora scioglieremo gli ultimi dubbi e affineremo le tonalità.

PS Un consiglio per una gradevole e intrigante lettura sui colori? Michel Pastoureau è uno storico francese che ha dedicato molti studi alla storia del colore, tra i più gustosi Il piccolo libro dei colori, Ponte alle Grazie, Milano 2006