Cristalli

DIstrazione

Oggi consegna e montaggio dei cristalli, e le vetrine cominciano ad cristallo1assumere l’aspetto che ci aspettavamo con il progetto: lo scheletro di metallo quasi scompare avvolto nei vetri extra-chiari e il risultato sono contenitori che, oltre che capienti e versatili, hanno un aspetto “leggero”, che lasceranno protagonisti i materiali esposti e quelli immagazzinati.

Ci vuole ancora un po’ di immaginazione, siamo in mezzo al cantiere e manca la corrente per accendere l’illuminazione interna a LED e quella ambientale. Soprattutto mancano i reperti esposti sul piano in legno naturale e mancano quelli nei ripiani sottostanti, di cui si vedranno il sagome attraverso il cristallo satinato e grazie alla leggera luce interna (per le vetrine verticali).

cristallo2cristallo3Problemi vari hanno impedito inoltre di poter chiudere le due vetrine per le sepolture dell’Età del Rame. Ci penseremo l’anno prossimo!

È arrivato un bastimento carico di…

Oggi è arrivato il primo camion di vetrine!

Non sono riuscito a seguire il trasporto compiuto con un elevatore attraverso la finestra al primo piano – ho perso il treno – e quando sono arrivato erano già collocate nelle varie sale secondo progetto.

Sono ancora scheletri di vetrine, solo la struttura metallica, ma entro venerdì saranno completate con i cristalli, i ripiani, l’impianto di illuminazione. Oggi si verificano “dal vero” gli ingombri, le dimensioni dei passaggi e gli spazi di sosta, in pratica si aggiusta quanto definito in pianta.

19 dicembre 2012 (2)La disposizione degli arredi non segue alcuno schema regolare o simmetrico, assai rassicurante sul disegno ma non sempre utile per un percorso di visita, per modellarsi secondo le esigenze e le convenienze di ognuna sala.

19 dicembre 2012 (11)Il lavoro seguente è stato di cominciare ad appendere le vetrine a muro, 19 dicembre 2012 (6)sia quelle grandi che quelle piccole, usando il laser per un corretto posizionamento in altezza; poi si è cominciato a collocare i vari ripiani.

19 dicembre 2012 (14)Domani si continua (dall’abbigliamento avrete intuito che il riscaldamento non è ancora in funzione…).

I colori del museo

Il museo è un mondo in bianco e nero o a colori?

La scelta delle tinte non è mai un’operazione scontata e neppure facile. I colori non solo incidono sulla visibilità degli oggetti e degli spazi, ma mettono anche in moto reazioni emotive. I colori insomma parlano, e vanno scelti con consapevolezza.

Per parti metalliche delle vetrine, le componenti di arredo che sono in questo momento allo stadio più avanzato di realizzazione, ci si è indirizzati verso un grigio molto chiaro che si legasse senza troppi personalismi con la sabbiatura dei cristalli: protagonisti dovranno essere i reperti che si intravvederanno nello spazio sottostante dietro la satinatura, e soprattutto gli oggetti esposti. In questo caso il dialogo sarà con il materiale del ripiano (in legno frassino, oppure rosso cupo per le raccolte storiche).

Più complessa la scelta del colore delle pareti, per le quali oggi siamo stati in museo insieme agli architetti Marianna e Aristide Manfredi che seguono la ristrutturazione architettonica dell’edificio. In foto la gamma delle tonalità da provare: ogni tinta è dedicata a spazi e funzioni precise e tiene conto del rapporto con i materiali esistenti (soffitto e serramenti in legno, pavimento).

Quali colori e quali spazi precisi? Giovedì prossimo ci sarà il sopralluogo sui campioni a parete, e allora scioglieremo gli ultimi dubbi e affineremo le tonalità.

PS Un consiglio per una gradevole e intrigante lettura sui colori? Michel Pastoureau è uno storico francese che ha dedicato molti studi alla storia del colore, tra i più gustosi Il piccolo libro dei colori, Ponte alle Grazie, Milano 2006

Sepolture dell’Età del Rame “sotto i piedi”

Dove ci si immagina che sia una sepoltura? Sotto i propri piedi…

Nella sala dedicata all’età del rame del futuro museo, il visitatore vedrà le sepolture “sotto i propri piedi”, un punto di vista simile a quello che ebbero le persone che deposero i defunti, o gli archeologi che le scavarono millenni dopo.Due ampie nicchie a terra, ottenute sfruttando il dislivello delle quote originali dei pavimenti delle abitazioni che componevano l’edificio prima del restauro (progetto seguito dallo studio dell’architetto Aristide Manfredi di Piadena), saranno la sede di due sepolture dell’Età del Rame (terzo millennio a.C.), di cui era stato conservato lo scheletro insieme alla terra in una cassa di legno. Qualche giorno fa è stato svolto un sopralluogo della ditta WWS per verificare le misure esatte delle nicchie.

Sepoltura da Calvatone

Una delle due sepolture proviene da Calvatone (scavi anniCinquanta del Novecento) ed è attualmente esposta nel museo, la seconda da Fontanella Mantovana (scavi fine Ottocento) è conservata nei depositi del Museo Archeologico “Ala Ponzone” di Cremona. Per ambedue è stata progettata una vetrina in ferro e cristallo (resistente a un eventuale calpestio): purtroppo le casse con gli scheletri sono appena più alte della profondità del vano e perciò non sarà possibile avere il vetro a filo con il pavimento. La “cassa” in cristallo non sminuirà comunque l’effetto voluto.

La vetrina – il prototipo

Mercoledì 31 ottobre sopralluogo per verificare la realizzazione dei prototipi delle due tipologie di vetrine, verticale e a muro, presso la ditta che le realizzerà (WWS Italia): prende forma lo scheletro di quella che saranno le vetrine, al momento al momento solo la struttura portante realizzata in scatolare di ferro, con i travetti semplicemente “puntati”. Si verifica la resa visiva e si mettono a punto i particolari, si affrontano le eventuali criticità.

Una volta termina, la vetrina verticale sarà composta da quattro lastre di cristallo stratificato, satinati nella fascia inferiore sotto il ripiano espositivo e in quella superiore in corrispondenza del cappello che ospita l’impianto di illuminazione.

Considerando le dimensioni ridotte degli ambienti del museo, in origine formato da case di abitazione privata, la leggerezza del cristallo concorrerà a ridurre l’impatto visivo delle vetrine.

I due lati corti costituiscono le ante per accedere all’interno del vano espositivo e in quello sottostante, destinato a deposito: la semitrasparenza del vetro satinato lascerà intravvedere al visitatore le sagome di quanto contenuto, offrendogli la suggestione degli altri reperti da esporre e caratterizzando l’immagine di ogni vetrina. Ma tutto questo ora si può solo immaginare.