Una nuova vetrina per la futura sala romana

È iniziato il conto alla rovescia per la sala Romana, o meglio, per la prima parte del suo allestimento.

È stata montata la grande vetrina a croce che si intravvedeva nella foto sul monitor di pc in un post di quasi un anno fa, ed è stata collocata al centro della sala grande al secondo piano, quella che in futuro sarà dedicata agli scavi di Calvatone.

Si conferma la linea progettuale dell’allestimento, con gli stessi materiali e colori e le stesse trasparenze, ma si modifica la forma delle vetrine in rapporto alla periodo storico.

Non solo il colore alla pareti è rosso, ma soprattutto non ci saranno più le grandi vetrine usate per le sezioni di protostoria e preistoria, che con il loro volume potrebbero disturbare la percezione della copertura e . Al centro della grande sala è collocata una grande vetrina con quattro braccia uguali che partono dalla colonna: una disposizione regolare che evoca la simmetria degli insediamenti di età romana.

La sala in autunno ospiterà una mostra, mentre l’allestimento permanente sarà completato per gradi nei prossimi anni.

Annunci

Nuovi colori

IMG_7559Il Museo di Piadena è sicuramente caratterizzato, oltre che da altri aspetti, anche da un utilizzo convinto del colore sia alle pareti che nell’arredo interno delle vetrine.

Come si è visto la sezione dell’età del Ferro avrà la tinta ocra alle pareti ma ci saranno colori differenti anche per i supporti interni per i reperti: rimangono il legno naturale e la laccatura rossa (er i reperti di cui si vuole sottolineare l’importanza), ma di non utilizzare più i mordenti arancio (per l’Età del Bronzo tardo) e verde.

Abbiamo fatto delle prove utilizzando varie gradazioni di grigio e di azzurro: alla fine la scelta sarà per la tonalità chiara del secondo (ci sono troppe ceramiche nerastre), ma non si rinuncerà completamente al grigio chiaro che potrebbe venire utilizzato nella futura sezione romana.

IMG_7558

Bello a chi? – meno nove

In un’esposizione di archeologia preistorica di solito non si indugia sulla valorizzazione estetica dei reperti: la categoria del “bello”, soggettiva per ogni civiltà, è difficilmente declinabile per epoche così lontane cronologicamente e culturalmente.

Esistono però alcuni oggetti che escono dallo stretto campo degli oggetti d’uso, e a questi di solito si dedica un’attenzione diversa.

Piadena, 29 gennaio 2014 (43)È il caso della statuetta fittile neolitica della “Venere bicefala”, da Campo Ceresole, probabilmente legata al culto di divinità femminili: nell’allestimento beneficia di una collocazione particolare che punta a evidenziarne la presenza (l’oggetto è di piccole dimensioni) e soprattutto la particolarità e l’importanza.

La sua sistemazione museale suggerisce una sua possibile collocazione originaria (appoggiata?), mentre la stabilità è garantita limitando al massimo la presenza di elementi visivamente disturbanti (plexiglass, etc.).Piadena, 29 gennaio 2014 (47)

Forme e colori in vetrina

Sono stati consegnati in museo i ripiani e i sostegni per i reperti che serviranno ad allestire le vetrine.

Piadena, 27 novembre 2013 (13)Realizzati in legno (ditta Emilio Contini & C. di Drizzona) sono di varia forma e dimensione e hanno finiture su cui abbiamo lungamente ragionato e sperimentato (qui ad esempio).

Prevale il legno naturale come i ripiani, ma ci sono anche il mordente arancione (per i reperti in bronzo della Sala del Bronzo Medio e Recente) e verde, nonché il rosso laccato per la sala del territorio e per i reperti ritenuti particolarmente significativi. La loro funzione non è solo di “movimentare” la distribuzione all’interno delle vetrine, ma anche di fornire significato e visibilità a raggruppamenti, particolarità, valori.

Piadena, 27 novembre 2013 (4)Qui alcune prime immagine della loro disposizione, ovviamente ancora in corso d’opera.Piadena, 27 novembre 2013 (26)

Nuovo logo per un nuovo allestimento

La riapertura del Museo Archeologico di Piadena sarà accompagnata logo BASEanche da un piccolo cambiamento nell’immagine della comunicazione: il nuovo logo. Piccolo cambiamento ma significativo, perché il logo può rappresentare la sintesi del museo stesso.

anelloneInsieme allo studio P3 di Cremona, in questi mesi è stata fatta una selezione dei reperti che potessero rappresentare l’immagine, scegliendo non quello più significativo dal punto di vista scientifico o archeologico, bensì quello il cui profilo stilizzato avesse potuto offrire l’immagine più chiara ed logo ALTRIefficace.

La scelta è caduta sull’anellone litico (da S.Lorenzo Guazzone), mentre per il colore si è preferito  un rosso scuro che è stato utilizzato per vari particolari di arredo dell’allestimento. Il font si  stacca da un immagine “classicista” per sceglierne una leggera e moderna.

Arredo interno della vetrina: colore e finiture. Due

Seconda fase di verifica dei possibili colori per l’arredo interno delle vetrine.

IMG_5657IMG_5656Dopo le tinte “piatte”, si è passati a utilizzare per le basette un mordente su una superficie in legno naturale con le venature in evidenza. Tra i vari colori provati quelli che hanno convinto maggiormente sono il verde e l’arancione (magari da riprovare con una punta di marrone in più), ma anche l’azzurro (per un utilizzo più mirato). Rispetto alle tinte uniformi, l’uso del mordente ha convinto per la sua capacità di “muovere” l’arredo della vetrina senza accentrare troppo l’attenzione.

IMG_5659Non tutti i ripiani e le basi saranno colorate con il mordente ma, oltre al piano della vetrina, saranno usati anche componenti in legno naturale: le diverse tipologie saranno usate per assecondare o sottolineare le scelte e i messaggi dell’ordinamento dei reperti.IMG_5651

Per le vetrine della sala del territorio, con il ripiano laccato rosso, convincono però maggiormente i colori “piatti” sulle tonalità del grigio.

Arredo interno della vetrina: colore e finiture. Uno

Per la disposizione dei reperti all’interno delle vetrine, oltre a sostegni Piadena, 10 aprile 2013 (5)progettati specificatamente per alcuni oggetti particolari, verranno utilizzati ripiani e basi di varie dimensioni e – probabilmente – tinte. Specialmente nelle vetrine centrali che hanno una superficie ampia, volumi e colori avranno il compito non solo di movimentare la visione ed evitare l’appiattimento, ma anche e soprattutto di sottolineare e suggerire valori, significati e informazioni.

Si è deciso di cominciare a sperimentare la possibilità di utilizzare per basi e ripiani finiture diverse da quelle in legno naturale: dopo una prima scelta basata sui campioni cromatici, sono state realizzate in prova alcune basi in rosso (lo stesso dei ripiani delle vetrine sul territorio) e due tonalità di grigio per verificare dal vivo la resa.

confronto ceramiche

La riprese fotografica non replica fedelmente la visione oculare, accentuando i contrasti, ma risulta comunque evidente come le basi più chiare riflettano maggiormente la luce scurendo la superficie degli oggetti appoggiati, specialmente quella già scuri.

confronto asce

La base rossa invece sicuramente crea una discontinuità visiva ma rischia di accentrare eccessivamente l’attenzione, specialmente quando questo non corrisponde alle intenzioni dell’ordinamento.

Piadena, 18 aprile 2013 (11)