Bello a chi? – meno nove

In un’esposizione di archeologia preistorica di solito non si indugia sulla valorizzazione estetica dei reperti: la categoria del “bello”, soggettiva per ogni civiltà, è difficilmente declinabile per epoche così lontane cronologicamente e culturalmente.

Esistono però alcuni oggetti che escono dallo stretto campo degli oggetti d’uso, e a questi di solito si dedica un’attenzione diversa.

Piadena, 29 gennaio 2014 (43)È il caso della statuetta fittile neolitica della “Venere bicefala”, da Campo Ceresole, probabilmente legata al culto di divinità femminili: nell’allestimento beneficia di una collocazione particolare che punta a evidenziarne la presenza (l’oggetto è di piccole dimensioni) e soprattutto la particolarità e l’importanza.

La sua sistemazione museale suggerisce una sua possibile collocazione originaria (appoggiata?), mentre la stabilità è garantita limitando al massimo la presenza di elementi visivamente disturbanti (plexiglass, etc.).Piadena, 29 gennaio 2014 (47)

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