Didascalie che passione!

Nell’ambito della comunicazione all’interno di un museo, le didascalie rappresentano sicuramente un aspetto nevralgico: con ogni probabilità, per quanto ampia e variegata sia l’offerta, questo sarà l’unico testo che sarà letto da quasi tutti i visitatori. Non fosse altro per capire cos’è quello che è esposto.

Data questa premessa, seguono le scelte progettuali fin banali nella loro enunciazione: testi brevi ma esaurienti e chiari, formato visibile e riconoscibile ma non invasivo; poi linguaggio comprensibile ma non banalizzato, termini tecnici ma spiegati, etc.

Tra le tante “scuole di pensiero” (ad esempio: una didascalia per pezzo o un numero per pezzo ed elenco a parte?), nel Museo di Piadena si è scelto di evitare formule rigide.Piadena, 20 dicembre 2013 (29)

Perciò si avrà una didascalia per pezzo o – preferibilmente – per gruppi di reperti, ma anche didascalie più grandi (cm 10×10) per inquadrare la vetrina (cronologia, località, tema) e altre di dimensioni intermedie per eventuali approfondimenti (nella foto prove tecniche di grafica).

Ma quando serve, ad esempio nelle vetrine della sala dedicata alla storia degli studi nel territorio, ci saranno i numerini e l’elenco a parte.

A giorni verranno impaginate le didascalie, cui seguirà la loro collocazione con conseguente definizione dell’arredo interno della vetrina.

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