Villaggi disegnati

Uno dei problemi maggiori di un museo archeologico è che spesso mostra materiali che non sono nati per essere ammirati in una teca di cristallo, ma per essere utilizzati in un particolare contesto. Il reperto nel museo è doppiamente decontestualizzato: non racconta al visitare né del posto dove veniva usato (una casa, un’officina, un tempio) e neppure del luogo dove è stato trovato dall’archeologo (una fossa di scarico, uno strato di crollo). Compito dunque dell’allestimento è cercare di recuperare in parte tale perdita suggerendo in qualche modo queste relazioni.

Per raccontare dei villaggi che sono sorti nelle varie epoche nel territorio di Piadena abbiamo utilizzato un metodo piuttostopalafitta scritta copy tradizionale: il disegno ricostruttivo.

Ecco una possibile interpretazione del villaggio dei Lagazzi del Vho realizzata con i dati degli scavi Tinè – Simone dal disegnatore Pierluigi Dander. È ancora una bozza, ma i particolari che abbiamo scelto di rappresentare sono presenti quasi tutti:

Un’ampia sezione del nuovo museo sarà dedicata a questo insediamento conosciuto fin dalla seconda metà dell’800: la palafitta dei Lagazzi del Vho è parte, ricordiamolo, del Sito Unesco seriale transnazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

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