Dopo più di 120 anni ritornano a Piadena i ritrovamenti dell’800

I territori di Piadena e di Calvatone nella seconda metà dell’ottocento divennero un’area fondamentale per la allora nascente ricerca preistorica e archeologica in genere. Qui si concentrarono le ricerche dei primi paletnologi, Pompeo Castelfranco, Antonio Parazzi, Giacomo Locatelli e Francesco Orefici, mentre negli stessi anni don Luigi Lucchini raccoglieva informazioni sulle scoperte a Bedriacum.

Image

Alcuni materiali rinvenuti dal Parazzi al Vho di Piadena.

Fino ad oggi, di questa prima stagione di studi non rimaneva nulla a Piadena. I materiali preistorici erano finiti nei musei di Cremona e di  Viadana, per citare quelli più vicini, e nei musei di Milano e di Roma. La sorte della vittoria di Calvatone, scomparsa con la presa di Berlino nel 1945 e forse a San Pietroburgo, è piuttosto nota. Meno conosciuta  è la storia dell’alabarda dell’antica età del Bronzo di Calvatone ora conservata al British Museum. Nella nuova ala del museo ci sarà una sala dedicata alla storia delle ricerche, e a questi materiali oramai lontani dal loro territorio.

Image

L’alabarda in bronzo rinvenuta a Calvatone e ora al British Museum.

In questa sala, grazie a una lungimirante decisione dei Musei Civici di Cremona, i cittadini di Piadena potranno vedere esposti vari materiali rinvenuti da Antonio Parazzi sia al Vho di Piadena, sia ai Lagazzi del Vho, nonché una rara fibula a sanguisuga della prima età del Ferro proveniente da Calvatone. Questi oggetti, dopo più di 120 anni dalla loro scoperta, torneranno a Piadena e saranno a disposizione dei suoi cittadini.

 

Image

Il sottoscritto classifica materiali nello studio della dott.ssa Marina Volonté.

Naturalmente il pubblico non immagina che esporre dei materiali nuovi e soprattutto provvedere al passaggio di materiali di proprietà di un comune (Cremona) in deposito presso un altro comune (Piadena) impone ai due conservatori di fare un po’ di quella che viene chiamata con un po’ di noia burocrazia: inventari, autorizzazioni, comodato etc. Non nascondo che anche gli archeologi coinvolti sbuffino un po’, ma questo lavoro ingrato ha la sua importanza. Infatti il Museo è un istituzione permanente che sicuramente sopravviverà a tutti noi e dunque è nostro dovere lasciare sempre traccia di tutti i movimenti di tutti materiali, perché i nostri successori dovranno sempre poter ricostruire tutti i passaggi e sapere dove sono i materiali a loro affidati. Una delle principali missioni del museo è infatti preservare i beni per le future generazioni..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...